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    I tristi clown del 15 marzo: Spinelli sta all’UE come il Cristo del Vangelo sta al potere del Vaticano

    Fine anni ’90, uscivo dalla Feltrinelli con un libro che non volevo comprare, perplessa per l’aggressività  con cui me lo avevano imposto.

    Un’autrice sarda osannata e onnipresente, che a me non è mai piaciuta.

    Anni dopo quel momento, scrissi un saggio sul cartello militare-industriale che minacciava la democrazia: l’Europa dei banchieri.

    Al momento di organizzare la presentazione nella mia libreria del cuore, mi chiedono il nome del mio referente politico e mi dicono che la libreria prenderà il 30% sui miei guadagni. 

    Mi aprono gli occhi di botto su una realtà fantascientifica e comprendo cosa accadde alla Feltrinelli anni prima.

    I “referenti politici”, finanziando la pubblicazione di libri, di fatto li comprano. 

    100.000 copie vendute!  

    Il caso letterario dell’anno! 


    Una bugia.

    I clienti veri, noi, devono ancora confermare quei numeri ricomprando la tiratura decisa a monte, grazie allo zelo dei librai.  

    Incredibile no?

    Le librerie rispettano il target o perdono i grandi editori e chiudono.

    Il “referente politico” investe con anticipo sulla creazione di un “intellettuale” da spendere per la pedagogia di massa e per le campagne elettorali, quando è il momento fischia e il segugio si lancia contro la lepre per il suo padrone.

    Il segugio guadagna lo status di scrittore, firma editoriali pronti su Repubblica e il Corriere, va da Fabio Fazio.

    La libreria ottiene una percentuale sui libri che ha l’ordine di vendere, ma dall’autore, mette a reddito la paura di chiudere.

    Prima della spiegazione cinica quanto serena, la libreria era la mia casa, il titolare un caro amico che stimavo, dopo, lui un pappone e io una cretina di 50 anni che cadeva dal pero.

    Ora, perché Michele Serra, Bentivoglio, Littizzetto, Benigni, Jovanotti, Bisio, fossero sul palco del 15 marzo a Roma, è più chiaro.

    I Vecchioni e i Bennato invece fanno strano perché dicevano cose giuste quando Lennon protestava contro il Vietnam, e ora che? 

    Forse non fanno trenta persone a un concerto da 20 anni e sperano di suonare per il comune di Roma a Pasquetta. 

    Davvero, non so.

    Celentano? 

    Il più ignorante presuntuoso di sempre. 

    Tutto normale.

    I politici? 

    Loro lo sanno cos’è il manifesto di Ventotene.

    Bastardi.

    Se il suo autore, Altiero Spinelli, fosse qui, li prenderebbe a calci nel sedere tutto intorno al Colosseo per usare il  suo nome.

    Ho studiato 5 anni le origini e gli esiti a lungo termine dell’Unione Europea che deve sparire in una nuvola di polvere: prima è meglio è.

    Altiero Spinelli nella sua biografia, bellissima, “Come ho imparato a diventare saggio”, si esprime chiaramente sul Manifesto.

    Pensa che si trattasse di un incompleto, discutibile, sopravvalutato sfogo giovanile.

    Pensa che lo scrisse un ragazzo pieno di rabbia che aveva compiuto venti anni nelle prigioni di Mussolini e poi era stato scacciato con vergogna dal partito comunista perché sosteneva che “l’intelligenza deve e può contraddire ogni dottrina perché ogni dottrina è migliorabile e può essere discussa. 

    Il partito comunista nega il diritto all’esercizio dell’intelligenza ai suoi membri”

    Non serve chiederci cosa direbbe oggi dell’infallibilità dei tecnocrati europei, dell’intoccabilità delle loro ossessioni che chiamano dottrina, non a caso.

    Spinelli pensa che l’Unione Europea si sia appropriata del suo nome e di una fama che gli ha concesso, per distorcere le sue intenzioni gonfiandolo come gli scrittori di partito, con il solo scopo di usarlo per fini diversi dai suoi.

    Pensa che il diritto di incarcerare e uccidere chi si oppone alla Dottrina con la D grande, che era la base del manifesto questo vi sia chiaro, è un clamoroso errore storico. 

    Muore amareggiato da una Europa che gli intesta un grattacielo per buttare di sotto tutto ciò in cui lui credeva e strumentalizzare il suo nome.

    Il 15 marzo a Roma, si è usato il Manifesto come foglia di fico emotiva per giustificare lo scavalcamento della Costituzione, depredare i conti privati, mandare i nostri figli a morire. 

    Lo scopo? 

    Salvare le poltrone, gli stipendi, i privilegi, dei sacerdoti di una Europa che ha trasformato in crisi permanente il boom degli anni ’60 e il benessere degli anni ’80, e ha dato un nido di vespa agli avanzi del peggiore nazismo e del peggiore stalinismo unendoli in un’unica ricetta micidiale che ha dichiarato guerra ai sentimenti umani, alla morale e alla bellezza.

    Una Europa che adorerebbe incarcerare e uccidere i dissidenti.

    Accendete lo spirito critico, non siate pigri, copiate il link o cliccate su internet, leggetevi il manifesto di Ventotene. 

    Il testo integrale. 

    Non piaceva a Spinelli maturo, non piacerà nemmeno a voi.

    E’ illiberale, violento e anacronistico come l’Unione Europea.

    Non dormite da svegli. 

    E’ pericoloso. 

    Sono pericolosi. 

    Non lasciate loro campo libero. 

    La prossima volta che un caravanserraglio di mercenari e ignoranti scende in piazza, fategliela trovare occupata.

    Claudia Maria Sini

     

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